Nell’immaginario collettivo, la cucina è considerata il regno indiscusso delle donne. Ad onor del vero, mi capita, sempre più spesso, di imbattermi in cucine “governate” da rappresentanti del genere maschile, che piroettano, fischiettando, tra i fornelli, e, soprattutto, non disdegnano di rassettare, una volta chiuse le danze culinarie: sono quella tipologia di cucine che io sono solita definire, con licenza poetica, “cucine mascoline” per distinguerle dalle tradizionali “cucine effemminate” in cui le donne giocano un ruolo di primo piano.
Devo dire (e lo faccio con un pizzico di amaro in bocca!) che la mia è, decisamente, una “cucina effemminata” nella quale gli uomini di casa “si limitano” a consumare i pasti che io (solo e sempre io) preparo….. e a mantenere costantemente alto il livello di disordine domestico!
Sia essa mascolina o effemminata, la cucina rappresenta il cuore di ogni abitazione: al suo interno, la famiglia (beh…direi anche il o la single!) trascorre gran parte della sua casalinga quotidianità … specie se la cucina non si riduce a quell’angusto locale destinato esclusivamente alla preparazione delle vivande (cosiddetto cucinotto) che è possibile rinvenire nelle abitazioni di vecchia concezione, ma ad essa risulta annessa la sala da pranzo (cosiddetta cucina abitabile) o se, addirittura, essa consta, oltre che di uno spazio per la consumazione dei pasti, anche di una zona living con tanto di divano e televisore.