Quando non ero ancora moglie e mamma, ma soltanto figlia
quando non avevo camicie da stirare e pannolini da cambiare (coi pannolini ho smesso, con le camicie mi sto ingegnando!), ma soltanto manuali di diritto da studiare
quando non avevo ancora contratto il virus della stanchezza fisica, ma l’unica forma di stanchezza che pativo era quella mentale
ebbene, a quel tempo, l’attività culinaria aveva per me una forte attrattiva e mi dilettavo ad esercitarla con la formula delle due “p” – pazienza e passione
Ma, adesso, tutto è inesorabilmente cambiato!
Adesso che preparo il soffritto con la cipolla già sbucciata, tritata, inscatolata e surgelata
adesso che tento (senza, tuttavia, riuscirci!) di spacciare le innovative “patatine fritte da forno” per autentiche patatine fritte
adesso che le pagine del mio ricettario si sono irrimediabilmente ingiallite a forza di non essere più consultate
beh…adesso devo confessare che le mie abilità culinarie hanno perso il loro smalto e la mia cucina appare sempre più improntata al principio della “maggiore sbrigatività col minor dispendio di tempo, energie e pentolame da lavare”!
In questo contesto si inserisce, per l’appunto, la mia torta ai sette vasetti in versione riveduta e corretta.